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Scissione di pura cassa e successiva donazione delle partecipazioni - donazione “indiretta” di beni - abuso del diritto

Pubblicato il 04 novembre 2025 Sole24Ore, Eutekne

La scissione societaria ex art. 173 del TUIR c.d. "di pura cassa" non costituisce un'operazione che integra gli estremi dell'abuso del diritto ex art. 10-bis della L. 212/2000.
L'unica condizione per non ricadere nell'abuso del diritto è che le disponibilità liquide, scorporate mediante la scissione (proporzionale o asimmetrica) "di pura cassa" a favore delle società beneficiarie, non vengano poi utilizzate per una gestione di comodo a favore dei soci.
Più delicato è il caso della scissione proporzionale o asimmetrica "di pura cassa", preceduta o seguita da donazione di partecipazioni nelle società beneficiarie.
In particolare, potrebbero essere considerati disegni abusivi:
  • il padre che dona a ciascuno dei tre figli una quota del 25% nella propria società che ha ormai liquidato tutti i propri asset (aziende, immobili o partecipazioni), facendo poi seguire la scissione asimmetrica "di pura cassa" della società a favore di quattro beneficiarie unipersonali dei tre figli ed una sua propria;
  • oppure il padre che effettua una scissione proporzionale "di pura cassa" della propria società unipersonale che ha già liquidato tutti i propri asset (aziende, immobili o partecipazioni), a favore di quattro società beneficiarie cui fa affluire a ciascuna il 25% delle disponibilità liquide costituenti il patrimonio della società scissa, facendo poi seguire la donazione a ciascuno dei tre figli del 100% di una delle società beneficiarie e riservandosi il possesso del 100% della quarta.