Il Consiglio dei ministri di ieri, 4.8.2026, ha approvato il disegno di legge di revisione della disciplina della responsabilità amministrativa degli enti di cui al D.lgs. 231/2001.
Tra le novità più rilevanti si segnalano:
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l'eliminazione dell'attuale distinzione tra reati commessi da soggetti apicali, per i quali opera una presunzione di responsabilità dell'ente, superabile con la prova dell'idoneità del modello, e reati commessi da sottoposti, per i quali spetta all'accusa dimostrare la carenza organizzativa;
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la puntualizzazione di un contenuto minimo del modello organizzativo (mappatura delle attività a rischio, protocolli con segregazione delle funzioni, gestione delle risorse finanziarie, organismo di vigilanza dotato di autonomia e risorse, obblighi di formazione, canali di whistleblowing, sistema disciplinare e verifica periodica);
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l'introduzione di procedure semplificate per le PMI e il riconoscimento di rilevanza ai modelli adottati sulla base di linee guida associative. I modelli conformi a tali linee guida, infatti, godono di una presunzione di idoneità, con ricadute significative in sede giudiziale. Per la valutazione di idoneità del modello, il giudice è vincolato a considerare le linee guida associative, le norme tecnico-scientifiche e le buone prassi.