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L ' Inps verifica i trasferimenti al Fondo tesoreria

Pubblicato il 20 luglio 2012 Il Sole 24 Ore; Italia Oggi

L’Inps sta inoltrando diffide alle aziende con almeno 50 dipendenti che, dopo verifica dei dati riportati nelle denunce Emens e Dm 10/2, risultano in debito verso il Fondo Tesoreria dello Stato (i datori di lavoro devono riversare nel Fondo ogni mese un contributo pari alla quota di Tfr maturate dai lavoratori che abbiano optato per il mantenimento del Tfr in azienda non conferendolo a forme pensionistiche complementari).

Le missive devono giungere agli interessati entro il 16 agosto 2012, pena la decadenza della pretesa Inps, che in ogni caso dovrà erogare il Tfr. Deriva, infatti, dal comma 756 dell'articolo 1 della Legge finanziaria 2007 che: quello che le aziende versano al Fondo di tesoreria è un contributo previdenziale e quello che il Fondo corrisponde ai lavoratori è una prestazione previdenziale. Pertanto, anche se i contributi non sono stati riversati dalle ditte con più di 50 addetti, l’Inps dovrà comunque corrispondere la prestazione, per il principio della automaticità della prestazione, ma non potrà pretendere il pagamento dei contributi dai datori se interverrà la prescrizione (5 anni).

Consegue al ricevimento, entro il 16 agosto 2012, della diffida a presentare nuovi dati o esporre le ragioni della discrasia nella verifica, la risposta da parte del datore interessato entro 30 giorni dal ricevimento della lettera, a mezzo Cassetto bidirezionale (il canale telematico tra Inps e imprese). Altrimenti, il datore in regola può impugnare la diffida dell'Inps entro 90 giorni, utilizzando il canale online del comitato provinciale (attraverso il portale dell'istituto nello spazio riservato ai “Servizi Online”, se si è già in possesso del codice Pin, o tramite gli intermediari abilitati).

Se l'imprenditore verifica la correttezza della pretesa dovrà pagare entro 30 giorni, anche a rate, con l’F24.

Weekly news 30/2012

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