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Voluntary disclosure: presto un Ddl. Il Dl 4/2014 sarà legge

Pubblicato il 28 marzo 2014 Il Sole 24 Ore; Italia Oggi

Il Senato dice sì alla conversione in legge del Dl 4/2014, decreto che conteneva la Voluntary disclosure ma che l’ha persa durante l’iter parlamentare (consulta l'articolo "Rientro dei capitali, salve le istanze presentate"). 
Il testo contiene la sospensione di adempimenti tributari e contributivi - rinvio delle scadenze fiscali e contributive al 31 ottobre 2014 - per Emilia, Lombardia e Veneto colpiti da eventi calamitosi del 2014 (con la possibilità di sospensione del pagamento delle rate dei mutui), ma non estende la sospensione alla Sardegna. 
Inoltre, è presente il provvedimento preso dalla commissione Finanze per la tutela nei confronti di coloro che avevano aderito alla collaborazione volontaria relativa ai capitali detenuti all’estero. 
Ora la Voluntary disclosure verrà imbarcata da un Ddl annunciato come prossimo in CdM. 
L’impianto resta quello del decreto legge 4/2014 e non pare praticabile l'ipotesi di un costo forfettario dell’autodenuncia. 
Nelle mire del Governo il tributo potrebbe essere la metà di quanto previsto in precedenza, con possibilità di dilazione. 
Le sanzioni sul monitoraggio fiscale restano immutate e riservate solo al dichiarante, non a terzi. 
Un emendamento approvato torna ad eliminare l'obbligo di segnalazione nel quadro RW di depositi e conti correnti inferiori a 10mila euro nel corso del periodo di imposta. Il tetto ripristinato si avvia ad essere al centro di discussioni. Il rischio è che si favoriscano comportamenti elusivi in riferimento ai rapporti tra soci e società di persone. Altra ricaduta si avrà sull'Ivafe, l'imposta sulle attività finanziarie estere detenute da persone fisiche residenti in Italia, il cui tetto è sui conti correnti e sui libretti di risparmio con una giacenza annua inferiore a 5mila euro. Pertanto, si avrebbe un diverso esonero per lo stesso oggetto: con l’RW, per i conti correnti e depositi di valore inferiore a 10mila, e con l'Ivafe, per i conti correnti e i libretti di risparmio con una giacenza annua inferiore a 5mila euro. 
Nello scudo potrebbero, il condizionale è d’obbligo, entrare insieme all’omessa/infedele dichiarazione anche i reati di frode in dichiarazione “con altri artifici”; l'utilizzo di fatture o documenti per operazioni inesistenti, invece, sconterebbe una pena dimezzata. 
Quanto alle segnalazioni antiriciclaggio è prospettata l'esenzione totale per professionisti e intermediari.


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