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Dichiarazioni omesse, credito Iva a rischio di indebita compensazione

Pubblicato il 10 maggio 2021 Il Sole 24 Ore; Italia Oggi;

Il credito Iva sorto nell’anno in cui la dichiarazione è stata omessa può essere usato in compensazione, se riportato nella dichiarazione entro i termini previsti dalla legge. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza n. 17757/2016, ha stabilito che in mancanza di dichiarazione annuale, l’eccedenza d’imposta va riconosciuta se sono rispettati dal contribuente tutti i requisiti sostanziali per la detrazione, il cui onere probatorio è a suo carico. Il fatto costitutivo del rapporto tributario con il Fisco va ravvisato nell’effettività e liceità dell’operazione: obblighi di registrazione, dichiarazione e simili hanno una funzione illustrativa e riepilogativa dei dati contabili, finalizzata ad agevolare i controlli dell’amministrazione per l’esatta riscossione dell’imposta. L’esercizio alla detrazione va quindi tutelato in misura sostanziale ed effettiva. Peraltro, l’utilizzo del credito derivante da dichiarazione omessa rappresenta un’indebita compensazione (violazione oggetto di specifici controlli come confermato dalla circolare n. 4/E/2021).

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Ulteriore credito d’imposta 2025 “ZES unica mezzogiorno”

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Scadenza del 15 maggio 2026
CPB 2025-2026 sanatoria 2019-2023

Versamento terza rata (di max 10), maggiorata degli interessi dell’1,6% decorrenti dal 15.3.2026, delle imposte sostitutive da parte dei soggetti ISA che hanno aderito al CPB 2025-2026 al fine d...

Scadenza del 18 maggio 2026
Iva Liquidazione mensile e trimestrale

Liquidazione IVA riferita ad aprile e versamento dell’imposta dovuta;liquidazione IVA riferita al primo trimestre e versamento dell’imposta dovuta maggiorata degli interessi dell’1% ...

Scadenza del 18 maggio 2026
Irpef Ritenute alla fonte su redditi di lavoro dipendente e assimilati

Versamento delle ritenute operate ad aprile relative a redditi di lavoro dipendente e assimilati (collaboratori coordinati e continuativi – codice tributo 1001).