Secondo la risposta a interpello 4.8.2025 n. 199, le forme di retribuzione differita (nel caso specifico, bonus) corrisposte a un soggetto divenuto residente in Italia sono assoggettate a tassazione in Italia anche se si riferiscono a prestazioni lavorative svolte all'estero, nel momento in cui la persona era parimenti residente all'estero. Trattasi di un orientamento non pienamente coerente con altri (ad esempio, ris. 1.8.2008 n. 341), secondo i quali, nella situazione speculare delle erogazioni di fonte italiana a soggetti divenuti non residenti, la quota parte riferibile al lavoro prestato in Italia nel momento in cui la persona aveva la residenza italiana doveva considerarsi imponibile soltanto in Italia. Occorrerà quindi valutare se e come l'Agenzia delle Entrate possa riconsiderare la prassi pregressa alla luce della risposta n. 199/2025 e della valutazione per cui l'intervenuta acquisizione della residenza in uno Stato diverso da quello in cui è stata in precedenza svolta l'attività lavorativa innesca fenomeni di imposizione concorrente in relazione alle forme di retribuzione differita.