Il CNDCEC e la Fondazione nazionale dei commercialisti (FNC), con il documento di ricerca 4.5.2026, sono intervenuti sul tema della consulenza tecnica avente ad oggetto la valutazione degli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili. Il documento ha lo scopo di fornire suggerimenti concreti ai professionisti, delineando i principi di base entro cui procedere con le verifiche: la centralità di una valutazione ex ante e proporzionata; la qualità delle prove documentali la tracciabilità delle fonti; la possibilità che gli strumenti di matrice aziendale (p.e. piani, budget, cash flow, etc.) si possano tradurre in quesiti giudiziari verificabili. Sotto il profilo operativo, la verifica dell'adeguatezza si articola in tre accertamenti, tra loro complementari: documentale, organizzativo e comportamentale/decisionale. Tutto ciò trova una sintesi nei c.d. "output funzionali" di cui all'art. 3 co. 3 e 4 del D.lgs. 14/2019, che costituiscono una griglia di verifica di cui il consulente deve servirsi per procedere con la verifica dell'adeguatezza. Il concetto di adeguatezza non richiama anche quello della c.d. efficacia funzionale, ossia la capacità degli assetti di funzionare in concreto, oggetto di specifica indagine da parte del consulente stesso. Si evidenziano le criticità riscontrate nella valutazione di adeguatezza degli assetti e il documento formula delle proposte di miglioramento rivolte al giudice, al consulente tecnico ed anche alle imprese.