Con la circolare n. 7 del 7.8.2026, l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sulla disciplina fiscale applicabile agli enti sportivi a seguito della riforma operata con il D.lgs. 36/2021, soffermandosi anche su alcuni aspetti riguardanti specificamente l'IVA.
In particolare, l'Agenzia ha chiarito che:
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gli enti sportivi senza fini di lucro che effettuano prestazioni di servizi strettamente connesse con la pratica dello sport, esenti da IVA ai sensi dell'art. 36-bis del DL 75/2023, possono avvalersi, per tali prestazioni, della dispensa dagli adempimenti di cui all'art. 36-bis del DPR 633/72 che consente di fruire dell'esonero dagli obblighi di fatturazione e registrazione per le operazioni esenti;
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la cessione del contratto di un atleta da parte di una ASD o SSD senza fini di lucro a favore di una società professionistica non rientra tra le prestazioni di servizi esenti di cui al citato art. 36-bis del DL 75/2023, in quanto, da un lato, essa non è funzionale o strettamente connessa alla pratica sportiva, né appare indispensabile al suo svolgimento; dall'altro, il beneficiario ultimo o effettivo della prestazione non è tanto la persona che esercita la pratica sportiva, quanto piuttosto la società che, acquisendo il contratto, si avvarrà delle prestazioni dell'atleta.