Notizia

La residenza ai fini Iva prescinde dallo stare in Italia per piu' di 183 giorni

Pubblicato il 29 giugno 2011 Il Sole 24 Ore; Italia Oggi

La regola base che deve essere seguita per l’applicazione della normativa Iva nel momento in cui si pone il problema di valutare il concetto di residenza di un contribuente, ai fini dall’applicazione dell’Imposta sul valore aggiunto, deve essere desunta dal Codice civile e non deve essere necessariamente collegata al concetto che si applica per le imposte dirette.

Infatti, il concetto di residenza ai fini Iva non è necessariamente collegato a quanto viene previsto per le imposte dirette per le quali si adotta il concetto di residenza fiscale, che presuppone lo stare in Italia per più di 183 giorni l’anno (iscrizione nelle anagrafi di residenza per più della metà dell'anno). La nozione di residenza e domicilio prevista dal Codice civile (articolo 43), a cui si riferisce anche il Tuir, è rilevante non

solo ai fini delle imposte dirette ma anche dell’Iva. Per entrambe le imposte, infatti, vale il concetto civilistico di residenza anche se, nello specifico, per le dirette vale in più il criterio della prevalenza quantitativa temporale. Ne consegue che, ai fini degli accertamenti Iva, anche se non è possibile provare la residenza ai fini delle imposte sui redditi, per l’assenza del criterio quantitativo della permanenza, ciò non significa che a priori si possa escludere automaticamente anche la residenza ai fini Iva, se il contribuente mantiene in Italia la sede dei propri affari e interessi.

Queste le conclusioni a cui giunge la Suprema Corte di cassazione, con la sentenza n. 14071, depositata in data 28 giugno 2011.

weekly news 26/2011

Prossime scadenze

Calendario
Scadenza del 31 marzo 2026
Iva Dichiarazione mensile e liquidazione IOSS

Invio telematico della dichiarazione IVA IOSS del mese di febbraio relativa alle vendite a distanza di beni importati (in spedizioni di valore intrinseco non superiore a € 150) da parte...

Scadenza del 31 marzo 2026
Enti non commerciali variazione dati mod. eas

Presentazione in via telematica del mod. EAS per comunicare le variazioni dati verificatesi nel 2025, rispetto a quanto già comunicato. Il modello va inviato completo di tutti i dati,...

Scadenza del 31 marzo 2026
Bonus pubblicità 2026

Invio telematico all’Agenzia delle Entrate della comunicazione per l’accesso al credito d’imposta (prenotazione), contenente i dati relativi agli investimenti effettuati / ...

Scadenza del 31 marzo 2026
Enasarco Versamento Firr

 Versamento da parte della casa mandante del FIRR relativo al 2025.