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Sempre elusive le operazioni che portano a un indebito risparmio d ' imposta

Pubblicato il 08 novembre 2012 Il Sole 24 Ore; Italia Oggi

Con la sentenza n. 19234 del 7 novembre 2012, la Corte di cassazione, accogliendo il ricorso presentato dall’Amministrazione finanziaria avverso il provvedimento con cui le Commissioni tributarie, provinciale e regionale, avevano annullato un atto impositivo, ha qualificato come elusiva un’operazione commerciale – la fusione di due società – anche se posta in essere precedentemente all'entrata in vigore, nel 1997, dell'articolo 37 bis del Dpr 600/1973, concernente le norme antielusive. La rilevazione dell’abuso di diritto, nella specie, era derivata dalla considerazione dell’ottenimento di un indebito risparmio d’imposta.

Secondo la Suprema corte, in particolare, la sussistenza, nel nostro ordinamento, di un principio generale antielusivo desumibile dall’articolo 53, della Costituzione e, in particolare, dai principi di capacità contributiva e di progressività dell'imposizione, impedirebbe, di per sé, al contribuente di conseguire vantaggi fiscali mediante l'uso distorto di strumenti giuridici idonei a ottenere agevolazioni o risparmi d'imposta.

weekly news 45/2012

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