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Decreto casa in “GU”. Scende al 10% la cedolare secca sugli affitti

Pubblicato il 31 marzo 2014 Il Sole 24 Ore; Italia Oggi

Il Decreto legge 28 marzo 2014, n. 47 recante “Misure urgenti per l'emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015” è stato pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 73 del 28 marzo 2014. 


Il provvedimento contiene numerose misure a favore delle locazioni immobiliari, della produzione di alloggi in affitto che richiedono però ulteriori decreti attuativi, delle agevolazioni fiscali per chi occupa alloggi sociali e dell'alienazione degli alloggi ex Iacp. Per quanto riguarda il bonus mobile, il Decreto casa, contrariamente a quanto ipotizzato nelle prime bozze, non elimina l’obbligo di non superare, per gli arredi, la spesa sostenuta per i lavori di recupero edilizio, conservando così un limite in più insieme a quello dell’importo massimo dei 10mila euro. 


Affitti concordati, la cedolare scende al 10%


Una delle novità più importanti del Dl 47/204 è che dal giorno della sua entrata in vigore (29 marzo 2014) l’aliquota fiscale prevista dalla cosiddetta “cedolare secca” scende dal 15% al 10% per i proprietari che affittano un alloggio a canone concordato. 


Obiettivo della misura è quello di rendere più conveniente questo sistema di tassazione per tutti quei proprietari di immobili, che finora hanno scelto di pagare l’Irpef ordinaria optando per il canone di mercato.


Si ricorda, infatti, che il sistema di tassazione basato sulla cedolare secca è proprio stato introdotto dal legislatore come forma alternativa di fiscalità, per sottoporre le rendite da locazione abitativa tra persone fisiche ad un prelievo semplice e diretto al posto della ordinaria tassazione Irpef. La scelta tra la tassazione Irpef o la cedolare secca è a discrezione del locatore. 
Per passare alla cedolare secca è necessario che il proprietario e l’inquilino, di comune accordo, estinguano il precedente rapporto contrattuale di affitto, che soggiace all’imposta del 21%, e ne sottoscrivano uno nuovo basandolo sulle disposizioni relative ai contratti concordati. In tal caso si potrà beneficiare della nuova aliquota ridotta. 


Aliquote 


L’ulteriore riduzione dell’aliquota applicabile al sistema di tassazione della cedolare secca è inserita nell’ambito di un piano in vigore già da qualche tempo. 


Per i contratti a regime ordinario o di mercato, l’aliquota non ha subito modifiche e resta così applicabile quella vigente su tutto il territorio nazionale, pari al 21%. 


Per i contratti concordati che applicano i canoni previsti dagli accordi territoriali, invece, è confermato il trend in diminuzione, tanto che dopo il taglio dal 19% al 15%, con la pubblicazione del nuovo decreto si è scesi ulteriormente al 10%
È, però, da notare come questa nuova misura ridotta sia applicabile solo ai comuni ad alta tensione abitativa individuati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica.


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