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Cassazione. Il condono “tombale” della società non preclude accertamenti sui soci

Pubblicato il 25 gennaio 2016 Italia Oggi ; Il Sole 24 Ore

Nel caso di società di capitali a ristretta base azionaria, non esiste alcun rapporto di pregiudizialità/dipendenza tra l’accertamento nei confronti della società e quello a carico del socio: di conseguenza, è legittimo l’avviso emesso nei confronti del socio, quand’anche la società abbia aderito al condono “tombale” (Cassazione, 386/2016).


Un contribuente proponeva ricorso avverso un avviso di accertamento emesso in virtù della sua qualità di socio al 96% di una società a responsabilità limitata.

La Ctr, in riforma della sentenza di primo grado, annullava l’avviso di accertamento per mancanza del presupposto fondamentale, ovvero l’accertamento a carico della società, visto che alla verifica nei confronti di quest’ultima non era seguito alcun atto impositivo per avere la stessa aderito al condono “tombale” ai sensi dell’articolo 9 della legge 289/2002.


Con il successivo ricorso per cassazione l’Agenzia delle Entrate denunciava, tra l’altro, violazione e falsa applicazione degli articoli 38 e 42 del D.P.R. 600/1973, nonché dell’articolo 9 della legge 289/2002, in quanto la Ctr aveva ritenuto impossibile l’emissione di un avviso di accertamento di un “reddito da partecipazione” senza un preventivo accertamento nei confronti della società.


La Cassazione ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, rinviando la controversia ad altra sezione della Ctr Lombardia.  I giudici di legittimità, dopo aver ricordato il costante orientamento giurisprudenziale che ormai ammette la presunzione di distribuzione ai soci degli utili extra-bilancio prodotti da una società di capitali a ristretta base azionaria, precisa che tale presunzione “non viene meno in ipotesi di presentazione di domanda di condono da parte della società, essendo questa ed il socio titolari di posizioni fiscali distinte ed indipendenti” (cfr Cassazione n. 20851/2005).


L’assenza di pregiudizialità legittima, secondo la Corte, l’accertamento nei confronti del socio di società di capitali a ristretta partecipazione anche in caso di condono tombale della società i cui effetti preclusivi non si estendono ai soci.

Spetterà dunque a questi ultimi l’onere di superare la presunzione di distribuzione degli utili, contestando eventualmente anche “le risultanze della verifica e la rideterminazione del reddito della società effettuato dall'Ufficio”.

 

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