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Società estinte, campo minato

Pubblicato il 14 marzo 2016 Il Sole 24 Ore ; Italia Oggi

Accertamenti e notifiche alle società estinte: un terreno minato per il fisco. Nonostante la disposizione conte­nuta nell’articolo 28, D.Lgs. 175/2014 che ha concesso agli enti accertatori cinque anni dalla cancellazione della società dal registro delle imprese per la liquidazione e l’accertamento delle imposte, per gli uffici fiscali i recuperi nei confronti delle società cessate sono un vero e proprio percorso a ostacoli. Per convincersi di ciò basta scor­rere le ultimissime sentenze della giurisprudenza tributaria sul tema per capire quanto sia difficile per il fisco portare a termine le attività di liquidazione, accertamento e riscossione quando l’interlocutore è una società, di capitali o di persone, ormai cancellata dal registro delle imprese. Nemmeno la riforma introdotta dalla norma sopra richiamata sembra aver dunque avuto, almeno finora, effetti benefici per il fisco in questa impervia atti­vità. Dopo la sentenza della Corte di Cassazione (n. 6743/2015) che ha sancito l’applicabilità della nuova dispo­sizione soltanto agli accertamenti emessi nei confronti di società cancellate dal registro delle imprese a partire dal 13 dicembre 2014, sono molte le pronunce dei giudici tributari che, allineandosi al pensiero della Suprema corte, dichiarano illegittima l’attività di recupero intentata dagli uffici.

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