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La lettera d’intento batte lo split payment

Pubblicato il 20 novembre 2017 Il Sole 24 Ore; Italia Oggi

Il reverse charge e la non imponibilità Iva, anche da lettera d’intento, hanno la precedenza rispetto allo split payment. Tra inversione contabile e non imponibilità, secondo l’Agenzia delle entrate, non è invece possibile fissare una regola generale di prevalenza. Queste sono le conclusioni cui si può pervenire confrontando l’interpretazione fornita dall’Agenzia delle entrate con la circolare n. 27/E/2017 e i precedenti orientamenti. Coerente con la funzione antifrode della disciplina è invece la previsione dell’applicazione prioritaria dello split payment rispetto al regime per cassa (articolo 32-bis, D.L. 83/2012): sia il reverse charge (circolare n. 14/E/2015) che lo split payment (circolare n. 27/E/2017) hanno la precedenza. Nel & 6, circolare n. 27/E/2017 viene poi ricordato che quando il fornitore emette una nota di variazione in diminuzione che si riferisce a fatture emesse prima dell’entrata in vigore dello split payment, alla stessa si applicano le regole ordinarie. Nell’ipotesi di variazione di una fattura originaria non imponibile a fronte del ricevimento della lettera d’intento, la nota di variazione dovrebbe recare il titolo di non imponibilità.

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