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Per i ricavi fittizi l’onere della prova va al contribuente

Pubblicato il 13 luglio 2018 Il Sole 24 Ore; Italia Oggi

I ricavi derivanti da fatture false non concorrono alla formazione del reddito dichiarato se direttamente afferenti a spese o altri componenti negativi parimenti fittizi. Grava sul contribuente dimostrare la fittizietà di tali componenti e la loro correlazione rispetto ai costi falsi. A fornire questo principio è la Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 18390 depositata ieri.

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