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Con la scissione negativa il beneficio raddoppia

Pubblicato il 02 ottobre 2018 Il Sole 24 Ore; Italia Oggi

Gli autori affrontano la scissione negativa, prendendo spunto dal documento del Cndcec del 19 luglio 2018, operazione in cui il patrimonio scisso ha un valore contabile negativo, perché le attività che lo compongono risultano iscritte a valori contabili inferiori a quelli delle rispettive passività. In tal caso si possono verificare 2 situazioni. Nella prima (scissione negativa “contabile”) la negatività si presenta solo a livello contabile, perché se le attività scisse sono valutate a valori correnti il patrimonio netto risulta positivo. Nella seconda (scissione negativa “reale”) il valore del patrimonio scisso risulta negativo, anche se le attività sono espresse a valore di mercato. Nell’ipotesi di scissione negativa contabile in favore di una “newCo”, nel bilancio di apertura della beneficiaria i beni dell’attivo dovranno essere “rivalutati”, entro i limiti del loro valore di perizia, al fine di costituire il capitale iniziale. Altrimenti si verificherebbe la costituzione di una società con patrimonio netto negativo, in violazione dell’articolo 2447 o 2482-ter, cod. civ.. Nel contempo, la scissione negativa comporta un incremento patrimoniale in capo alla società scissa, dal bilancio della quale vengono eliminate passività contabili di importo superiore alle attività contabili, per cui si genera una posta di equilibrio (una sorta di avanzo) che va ad incrementare il patrimonio netto della società scissa.

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