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Anche i ricorsi dell’ultima ora bloccano l’accesso alla pace fiscale

Pubblicato il 09 novembre 2018 Il Sole 24 Ore; Italia oggi

I chiarimenti dell’Agenzia delle entrate stabiliscono che anche i ricorsi presentati a partire dal 25 ottobre avverso atti di accertamento notificati entro il giorno precedente impediscono l’azionamento della definizione prevista dall’articolo 2, D.L. 119/2018. Gli autori evidenziano come la guida pubblicata dall’Agenzia delle entrate recepisce sostanzialmente un passaggio della Relazione illustrativa al provvedimento in cui si afferma che l’utilizzo della sanatoria risulta possibile se il contribuente rinuncia, dal 25 ottobre, “alla formulazione di istanza di accertamento con adesione”. Nella guida vi è un passaggio che equipara la definizione prevista dall’articolo 2, D.L. 119/2018 all’istituto dell’acquiescenza. Si afferma, infatti, che non possono formare oggetto di definizione agevolata gli atti impugnati fino al 24 ottobre scorso – e questo risulta corretto, perché in questo caso si potrà fruire della definizione delle liti pen-denti in base all’articolo 6 del decreto – ma anche gli atti impugnati successivamente

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