Notizia

Anche i ricorsi dell’ultima ora bloccano l’accesso alla pace fiscale

Pubblicato il 09 novembre 2018 Il Sole 24 Ore; Italia oggi

I chiarimenti dell’Agenzia delle entrate stabiliscono che anche i ricorsi presentati a partire dal 25 ottobre avverso atti di accertamento notificati entro il giorno precedente impediscono l’azionamento della definizione prevista dall’articolo 2, D.L. 119/2018. Gli autori evidenziano come la guida pubblicata dall’Agenzia delle entrate recepisce sostanzialmente un passaggio della Relazione illustrativa al provvedimento in cui si afferma che l’utilizzo della sanatoria risulta possibile se il contribuente rinuncia, dal 25 ottobre, “alla formulazione di istanza di accertamento con adesione”. Nella guida vi è un passaggio che equipara la definizione prevista dall’articolo 2, D.L. 119/2018 all’istituto dell’acquiescenza. Si afferma, infatti, che non possono formare oggetto di definizione agevolata gli atti impugnati fino al 24 ottobre scorso – e questo risulta corretto, perché in questo caso si potrà fruire della definizione delle liti pen-denti in base all’articolo 6 del decreto – ma anche gli atti impugnati successivamente

Prossime scadenze

Calendario
Scadenza del 15 gennaio 2026
Mod. 730/2026

Comunicazione da parte del datore di lavoro ai dipendenti e collaboratori di voler prestare assistenza fiscale diretta.

Scadenza del 16 gennaio 2026
Iva Liquidazione mensile

Liquidazione IVA riferita al mese di dicembre 2025 e versamento dell’imposta dovuta considerando l’eventuale acconto già versato / dovuto.

Scadenza del 16 gennaio 2026
Irpef Ritenute alla fonte redditi di lavoro dipendente e assimilati

Versamento delle ritenute operate a dicembre 2025 relative a redditi di lavoro dipendente e assimilati (collaboratori coordinati e continuativi – codice tributo 1001).

Scadenza del 16 gennaio 2026
Irpef Ritenute alla fonte redditi di lavoro autonomo

Versamento delle ritenute operate a dicembre 2025 per redditi di lavoro autonomo (codice tributo 1040).