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L’accollo del debito non si ripiana con i crediti

Pubblicato il 18 ottobre 2019 Il Sole 24 Ore; Italia Oggi;

La bozza di Decreto Fiscale contiene, tra le altre previsioni, disposizioni in tema di accollo fiscale e di compensazioni in ipotesi di provvedimento di cessazione di partita Iva e di esclusione dalla banca dati Vies. La manovra interviene sull’istituto dell’accollo fiscale (articolo 8, comma 2, L. 212/2000) al fine di prevenire comportamenti fraudolenti, quali l’indebita compensazione di crediti non esistenti, ponendo un divieto assoluto di utilizzo in compensazione di crediti dell’accollante: in passato era possibile che il debito dell’accollato (contribuente) fosse pagato dall’accollante (soggetto terzo), non con versamento diretto, bensì tramite compensazione con crediti della cui provenienza e legittimità non vi era certezza.


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