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Questionari, atti istruttori e Pvc: così il Fisco si fa vivo nel 2020

Pubblicato il 08 giugno 2020 Il Sole 24 Ore; Italia Oggi;

L’articolo 157, D.L. 34/2020 stabilisce che gli atti e le cartelle in scadenza tra l’8 marzo e il 31 dicembre di quest’anno verranno emessi entro tale ultima data (cioè 31 dicembre 2020), mentre saranno notificati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2021, salvo casi di indifferibilità e urgenza. La “scissione” tra data di emissione e data di notifica dell’atto determinerà problematiche, visto che si creeranno 2 termini di decadenza: uno per l’emissione dell’atto (entro il 31 dicembre prossimo) e uno per la notifica al contribuente (1° gennaio – 31 dicembre 2021). L’aspetto più delicato è legato alla “prova” dell’emissione del provvedimento impositivo. L’articolo 157, D.L. Rilancio non è efficace, invece, nei riguardi degli enti locali. Questo per effetto di una pluralità di considerazioni. Tra queste, la più importante è che il comma 6 dello stesso articolo demanda l’applicazione integrale della norma a un provvedimento direttoriale dell’Agenzia delle entrate. Ciò comporta che per i tributi locali opera solo il differimento di 85 giorni di tutti i termini di decadenza pendenti alla data dell’8 marzo scorso. Ne consegue che i Comuni sono senz’altro liberi di notificare gli atti istruttori e gli avvisi di accertamento esecutivi.

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