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Per «Io lavoro» domande da rifare

Pubblicato il 12 novembre 2020 Il Sole 24 Ore; Italia Oggi;

L’assunzione agevolata “Io lavoro” è proprio nata sotto una cattiva stella. Quando, a febbraio del 2020, venne varata la norma, furono necessarie tre versioni del decreto direttoriale per farla decollare. Poi sono serviti altri otto mesi per conoscere le istruzioni applicative e infine quando i datori di lavoro e gli intermediari abilitati sono stati messi in condizione di presentare le domande, il percorso è subito apparso in salita. Complice un disallineamento delle procedure dell’Anpal, non è stato possibile per l’Inps che riceve l’istanza on line, fare una verifica determinante, ossia il controllo sullo status di disoccupato del soggetto per cui l’azienda chiede l’agevolazione.
“Io lavoro” è, infatti, una forma di agevolazione che riguarda i privati che assumono a tempo indeterminato disoccupati di età compresa tra i 16 e i 24 anni estendibile a 25 anni e oltre per coloro che risultano privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi. In base a quanto stabilito dal Dm 20 marzo 2013, è privo di impiego regolarmente retribuito chi, negli ultimi sei mesi, non ha prestato attività lavorativa riconducibile a un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno sei mesi, ovvero chi ha svolto attività di lavoro autonomo o parasubordinato dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo escluso da imposizione. I soggetti da assumere non devono aver avuto, negli ultimi 6 mesi, un rapporto di lavoro con lo stesso datore a meno che non si tratti di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a tempo determinato.
I servizi informativi dell’Anpal non sono stati in grado di supportare l’istituto di previdenza e per questo motivo molte domande sono state respinte in quanto, secondo l’Inps, prive dei requisiti. Ora l’ente previdenziale torna sull’argomento con il messaggio n. 4191/20 e comunica che le istanze “Ko” potranno essere nuovamente inoltrate secondo le indicazioni che verranno comunicate direttamente ai soggetti che le hanno trasmesse. Nel contempo l’Inps garantisce che verrà, comunque, rispettata la priorità acquisita. Quando l’Anpal avrà aggiornato i propri archivi, l’Istituto provvederà alla elaborazione cumulativa delle istanze, che verrà effettuata garantendo e assicurando i criteri previsti nella circolare n. 124/2020 con cui sono state impartite le regole per fruire del beneficio.