La Riforma dello Sport doveva diventare operativa il 1° gennaio, ma una parte è stata rinviata al 1° luglio 2023 con il Decreto Milleproroghe. Le collaborazioni sportive potranno assumere due forme: quella del lavoro sportivo o del volontariato puro. Ad essere coinvolti dalla riforma sono varie figure: atleti, allenatori, istruttori, direttori tecnici, direttori sportivi e preparatori atletici. Costoro assumeranno la qualifica di “lavoratore sportivo” ai sensi dell’articolo 25 del Decreto, ovvero, si considera lavoratore sportivo ogni tesserato che svolge verso un corrispettivo le mansioni rientranti tra quelle necessarie per lo svolgimento di attività sportiva, con esclusione delle mansioni di carattere amministrativo-gestionale.
A seconda delle caratteristiche con cui si sviluppa il rapporto di lavoro, l’attività prestata potrà essere ricondotta al lavoro subordinato, al lavoro autonomo ovvero ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di cui all’art. 409, Cod. Proc. Civile. Nei settori professionistici, il lavoro sportivo prestato dagli atleti come attività principale o prevalente, ed in via continuativa, si presume oggetto di contratto di lavoro subordinato, salvo la riconduzione al lavoro autonomo. Nell’area del dilettantismo, invece, a decorrere dal 1° luglio, la prestazione resa dal lavoratore sportivo fino a 24 ore settimanali (esclusa la partecipazione e manifestazioni sportive) si presume oggetto di contratto di lavoro autonomo, nella forma di collaborazione coordinata e continuativa.