Ai fini dell’applicazione della dilazione a 120 rate mensili con l’agente della riscossione, prevista dalla riforma della riscossione, occorre attendere la pubblicazione del decreto attuativo delle Finanze, che stabilirà le modalità di funzionamento dei criteri per comprovare lo stato di difficoltà del debitore. Le nuove regole sulla rateazione sono comunque destinate a operare dalle istanze presentate dal 1° gennaio 2025.
Una delle novità della riforma consiste nel fatto che la maxi-rateazione a 120 rate mensili diventa uno strumento, per certi versi, ordinario a disposizione del contribuente. Attualmente, vale ricordare, il debitore, per accedervi, deve dimostrare di non poter sostenere la rata determinata secondo le normali scadenze massime, che non possono eccedere le 72 rate mensili.
A partire dall’anno prossimo, invece, l’ingresso nella dilazione decennale è disciplinato dai medesimi criteri applicabili alle altre rateazioni, con la sola differenza che occorre sempre dimostrare lo stato difficoltà del debitore, anche se il debito da dilazionare non supera 120mila euro. A proposito degli indicatori dello stato di difficoltà, vale evidenziare che, a legislazione vigente, gli stessi sono stabiliti in direttive dell’Agenzia.
Per le persone fisiche, l’indicatore è il valore dell’Isee, per i soggetti diversi da questi, il riferimento è ad alcuni indici di bilancio (indice di liquidità e rapporto tra debito da rateizzare e valore della produzione).
Con la riforma, invece, le modalità applicative degli indicatori, compreso, si ritiene, il collegamento tra il valore degli stessi e la durata massima del piano di rientro, devono essere stabilite in un futuro decreto attuativo delle Finanze. Per questo motivo, la risposta dell’Agenzia ha confermato che i parametri di ingresso nella nuova dilazione a 120 rate mensili dovranno anch’essi essere fissati nell’emanando decreto.