Secondo le Conclusioni dell'Avvocato generale presso la Corte di Giustizia dell'Unione europea relative alla causa C-241/25, è contraria all'art. 63 del TFUE la normativa di uno Stato membro (nel caso specifico, la Svezia) in virtù della quale una società non residente beneficiaria di dividendi assoggettati a tassazione con ritenuta a titolo d'imposta deve calcolare la propria perdita, per beneficiare del medesimo trattamento di quello previsto per le società residenti in perdita, secondo le norme fiscali dello Stato membro che assoggetta all'imposizione alla fonte i dividendi. Nel ribadire il contrasto con la libera circolazione dei capitali dei prelievi operati nei confronti di soci non residenti in perdita, l'Avvocato generale rileva che l'onere di ricalcolare il risultato secondo le regole fiscali dell'altro Stato è onere sproporzionato, non giustificato né nell'esigenza di una ripartizione equilibrata del potere impositivo tra gli Stati membri, né da quella di contrastare politiche volte all'evasione fiscale.