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Lavoro e welfare: le misure della Legge di Stabilità 2016

Pubblicato il 19 ottobre 2015 Italia Oggi ; Il Sole 24 Ore

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, ha tenuto, in data 16 ottobre 2015, una conferenza stampa nel corso della quale ha illustrato le novità in materia di lavoro e di politiche sociali contenute nella Legge di Stabilità 2016. La manovra contiene interventi sui versanti del taglio delle tasse, degli investimenti e sociale e, ha aggiunto il Ministro, è proprio finalizzata a spingere, aiutare, convincere, produrre fiducia, perché i comportamenti individuali, sociali e imprenditoriali accelerino la crescita.

D’altra parte, sul sito del Governo sono illustrati i punti principali della Legge di Stabilità 2016 che, sul fronte lavoro prevede novità in materia di:

  • assunzioni. Anche per le nuove assunzioni a tempo indeterminato che saranno effettuate nel 2016 è stata prevista un’agevolazione attraverso la riduzione dei contributi al 40% per 24 mesi, misura che complessivamente porta a un alleggerimento pari a 834 milioni nel 2016 per salire a 1,5 miliardi nel 2017;
  • salvaguardia delle pensioni. E’ stata prevista la settima operazione di “salvaguardia” a favore dei soggetti in difficoltà con il lavoro e che non hanno ancora maturato i requisiti della Legge Fornero per accedere al pensionamento (per finanziare la settima salvaguardia si spenderanno le risorse non utilizzate nelle precedenti salvaguardie chiuse);
  • opzione donna. Il regime sperimentale per le donne che intendono lasciare il lavoro con 35 anni di contributi e 57-58 anni di età (e la pensione calcolata con il metodo contributivo) è stato esteso al 2016, anno in cui devono essere maturati i requisiti;
  • part-time. La norma è finalizzata ad accompagnare i lavoratori più anziani al pensionamento in maniera attiva, i quali potranno chiedere il part time senza subire penalizzazioni sulla pensione perché lo Stato si farà carico dei contributi figurativi. Il datore di lavoro dovrà corrispondere in busta paga, al lavoratore, la quota dei contributi riferiti alle ore non prestate, che si trasformeranno, quindi, in salario netto.

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