In caso di dividendi incassati dalle società fiduciarie, il regime fiscale applicabile dipende dalla natura del soggetto fiduciante anche se il provento viene materialmente incassato dalla società fiduciaria. Dal punto di vista degli adempimenti, la società fiduciaria deve trasmettere la certificazione degli utili corrisposti e dei proventi a essi equiparati (CUPE) ai fiducianti e indicare i relativi dati identificativi nel quadro SK del modello 770 quando il reddito non sia stato assoggettato a ritenuta d'imposta del 26%. Con l'approvazione della riforma del regime fiscale dei dividendi percepiti dalle persone fisiche a opera della L. 205/2017, però, questi adempimenti sono destinati a diventare sempre meno frequenti. A partire dall'1.1.2018, infatti, si applica la ritenuta del 26% ex art. 27 co. 1 del DPR 600/73 sui dividendi relativi a partecipazioni qualificate e non qualificate. Per i dividendi da partecipazioni in soggetti residenti che sono rappresentate da titoli o azioni non dematerializzate, la ritenuta deve essere operata dall'emittente e non dalla società fiduciaria. Su questa tipologia di partecipazioni, quindi, la società fiduciaria non risulta tenuta ad applicare ritenute o imposte sostitutive sui dividendi di fonte italiana.