L'ordinanza Cass. 15.4.2026 n. 9629 è intervenuta sull'individuazione del costo fiscale delle partecipazioni oggetto di cessione ex art. 94 co. 6 del TUIR.
Il caso di specie riguarda una società che aveva deliberato di partecipare all'aumento di capitale della propria
partecipata mediante la rinuncia di un proprio credito vantato nei confronti di quest'ultima.
Si osserva che le erogazioni in conto di futuro aumento di capitale effettuate da un socio in favore della società,
condizionate all'adozione della relativa delibera di aumento capitale entro un determinato termine, nel caso di mancata adozione della delibera, determinano a carico della società l'obbligo di restituzione di quanto erogato dal socio a tale titolo, poiché in tal caso l'erogazione determina un aumento di capitale potenziale, destinato a divenire effettivo soltanto a seguito della delibera di aumento.
Per versamento in conto futuro aumento di capitale si intendono quelle dazioni di danaro dei soci a favore della società che non risultano definitivamente acquisite al patrimonio sociale, avendo uno specifico vincolo di destinazione. Pertanto, qualora l'aumento non risulti operato, il socio avrà diritto alla restituzione di quanto versato, per essere venuta meno la causa giustificativa dell'attribuzione patrimoniale da lui eseguita in favore della società, quale ripetizione dell'indebito.
Tale circostanza conduce i Giudici a considerare tale versamento come irrilevante ai fini della determinazione del costo fiscale della partecipazione che viene ceduta in regime di impresa e che nel caso di specie beneficia della pex (art. 87 del TUIR).