Per effetto delle modifiche apportate dal D.lgs. 192/2025 alla disciplina fiscale della correzione degli errori contabili, con decorrenza dalle correzioni rilevate nei bilanci relativi agli esercizi aventi inizio a partire dall'1.1.2025, l'ambito applicativo della procedura semplificata di correzione risulta fortemente ridotto.
Conseguentemente, per correggere fiscalmente gli errori contabili, occorre utilizzare più frequentemente la procedura basata sulle dichiarazioni integrative, che presuppone l'irrilevanza fiscale della posta correttiva (che deve essere sterilizzata fiscalmente nel modello dichiarativo dell'esercizio di emersione contabile) e la necessità di presentare una dichiarazione integrativa relativa al periodo di corretta imputazione fiscale.
La complessità (e i conseguenti costi professionali e amministrativi) risulta crescente ove l'errore riguardi, oltre alle imposte sui redditi, anche l'IRAP, ove sia vigente un consolidato fiscale e ove la correzione riguardi più annualità.
Alla presentazione della dichiarazione integrativa consegue, poi, la riapertura dei termini di accertamento, limitatamente agli elementi oggetto di integrazione, ai sensi dell'art. 1 co. 640 della L. 190/2014.
Deve, inoltre, essere conservata la documentazione idonea a dimostrare la corretta imputazione temporale del componente, da fornire, in caso di richieste, all'Amministrazione finanziaria.